venerdì 21 gennaio 2011

Perché le Pagine Gialle si chiamano così?

Le Pagine Gialle sono nate un secolo fa negli Usa (Yellow Pages) e si trovavano in fondo all’elenco telefonico alfabetico. Il giallo serviva ovviamente per distinguerle. Di lì si sono diffuse in tutto il mondo (in Italia sono arrivate nel 1966).

E’ autentico il manoscritto di Voynich?

Il manoscritto, che prende nome da Wilfrid Voynich, un antiquario che lo acquistò nel 1912, è un codice di 234 pagine illustrate e scritte in un linguaggio o in un codice del tutto sconosciuto. Voynich lo portò in America cercò di decifrarlo. Allegata al libro, c’era una lettera che segnalava come il manoscritto fosse stato scritto da Ruggero Bacone, un frate francescano scienziato e filosofo vissuto tra il 1214 e il 1294. Nel corso degli anni, qualcuno ha indicato l’autore in Giordano Bruno, altri (confondendo il cognome Bacon di Ruggero Bacone) nel filosofo rinascimentale Francis Bacon. Fino a oggi, comunque, tutti i tentativi di decifrazione del manoscritto sono falliti. 

L’ultima parola? Gordon Rugg, un ricercatore della Keele liniversity (Inghilterra) che lo ha analizzato, è giunto alla conclusione che è possibile ricostruire le caratteristiche linguistiche del manoscritto usando tecniche crittografiche note all’epoca elisabettiana, suggerendo che si tratti di un falso cinquecentesco, realizzato dall’avventuriero Edward Kelley.

Di che cosa è fatta la polvere?

E’ composta di frammenti di sostanze che si staccano da tutto ciò che è presente nell’ambiente. In una stalla, per esempio, sarà fatta di particelle di paglia, terriccio, granaglie, peli di animali e persino scagliette di latte, se ci sono mucche da mungere. Nella polvere di un altoforno, invece, si troveranno ceneri e metalli. Questo spiega perché una persona può essere allergica alla polvere di un ambiente e non a quella di un altro. La causa dell’allergia, infatti, non è la polvere in se stessa, ma una delle sostanze di cui è composta. 

Polvere di merluzzo. In Norvegia, per esempio, è diffusa un’allergia alla polvere che è in realtà allergia al merluzzo, che in quel Paese viene conservato in casa. La polvere ha però anche una funzione positiva: se non ci fosse, le piogge sarebbero molto rare, perché i granelli fungono da centri di condensazione per le gocce. E i tramonti non sarebbero così colorati: è la polvere sospesa nell’atmosfera che, deviando i raggi del sole con angolazioni diverse, dipinge il cielo.

Esistono automobili volanti?

Il progetto più simile a una macchina volante è probabilmente la Skycar modello M400 sviluppata dalla Moller, un’azienda che ha sede in California. Si tratta di un veicolo a 4 posti poco più grande di una normale vettura da strada, che però è in grado (anche) di volare a 600 chilometri all’ora e fino a un’altezza di 10 mila metri, decollando e atterrando in verticale. Le sue quattro coppie di motori sviluppano 960 cavalli di potenza e le consentono un’autonomia di quasi 1.500 km. 

“Costosetta”. La Skycar non esiste solo sulla carta: il prototipo (funzionante) è stato realizzato ed è in attesa della certificazione da parte della Faa, l’ente americano per la sicurezza del volo. Per acquistarla, quando si arriverà a produrla in serie, occorreranno circa 70 mila euro.

Perché molti asciugamani hanno un lato ruvido e uno morbido?

Il lato morbido viene reso tale “rasando” il pelo con una macchina. Lo si fa essenzialmente per ragioni estetiche, perché sembri più liscio. E’ questo il lato su cui sono stampati o ricamati eventuali disegni e che la maggior parte delle persone espone sul portasciugamani del bagno. Il lato a pelo lungo, tuttavia, è più assorbente. Secondo i produttori, però, la moda sta cambiando: oltre il 90 per cento degli asciugamani prodotti oggi ha entrambi i lati ruvidi.


Quanto si può resistere sepolti vivi?

Non più di qualche minuto. La convinzione che dopo essere stati seppelliti in una bara sotto due metri di terra si possa rimanere vivi per ore o giorni è solo una leggenda urbana, alimentata da una delle nostre più grosse paure. Per sfatare questo falso mito, in una trasmissione di Discovery Channel un uomo si è fatto rinchiudere in una cassa d’acciaio dotata di un sistema di monitoraggio per l’aria. L’esperimento ha dimostrato che l’aria è diventata rapidamente irrespirabile a causa dell’anidride carbonica prodotta dalla respirazione. C’è comunque chi ha pensato di guadagnarci. Un cimitero di Santiago del Cile offre un servizio molto speciale: un sistema di sensori pronto a segnalare qualsiasi movimento sospetto del caro estinto una volta sotterrato. Diverso è il caso dell’illusionista David Blaine, che nel 1999 si è fatto rinchiudere in una bara di plexiglass e seppellire a 2 metri di profondità (sotto una vasca piena d’acqua perché passanti potessero vederlo) a New York. La bara aveva un tubo per la respirazione, e Blaine ha resistito sette giorni alimendosi con solo 4 cucchiai di acqua al giorno.

Come mai battiamo le palpebre?

Gli occhi sono costituiti da tessuti molto delicati, che contengono un’alta percentuale di acqua. Quindi c’è la necessità di mantenerli umidi, per evitare che si inaridiscano e si danneggino. Per questo le ghiandole lacrimali secernono di continuo un liquido, le lacrime, che mantiene l’occhio lubrificato e lo difende dai germi grazie a un alto potere disinfettante. 

Tergicristallo. Le palpebre, che sono attivate da muscoli in grado di contrarsi indipendentemente dalla nostra volontà, hanno la funzione di distribuire in modo uniforme le lacrime sul bulbo oculare. Ma il loro battito, che avviene in media ogni dieci secondi, ha anche un altro scopo: protegge gli occhi da polvere e impurità. Infatti, se un corpo estraneo si attacca all’occhio, quasi sempre riusciamo a liberarcene proprio sbattendo le palpebre.