lunedì 6 febbraio 2012

Le patatine fritte furono inventate per dispetto

"La patatina tira" recita un recente spot. In effetti le patatine fritte sono uno dei cibi più apprezzati del nostro secolo.
L'idea di friggerle venne allo chef statunitense George Crum non di certo per appagare il palato piuttosto per ripicca verso un cliente pretenzioso.
Si narra infatti che nel 1853 in un ristorante di New York, il "Moon Lake Lodge resort", un cliente incontentabile rimandò indietro per tre volte un piatto ritenendo che le patate, servite per contorno, erano tagliate in modo troppo spesso.
Fu così che il vendicativo chef affettò le patate in maniera sottolissima e le fece friggere, convinto di disgustare l'antipatico cliente; che invece le trovò divine.
Non ci volle poi molto tempo ed il passaparola e la loro commercializzazione ... le avviò alla conquista del mondo.

domenica 27 marzo 2011

Perché correndo muoviamo le braccia?

Il movimento delle braccia, che c’è anche quando camminiamo e non solo nella corsa, ha una funzione di bilanciamento. La loro oscillazione è involontaria e fa sì che il braccio destro si muova in sincronia con la gamba sinistra, e il braccio sinistro con la gamba destra. Questo riduce al minimo lo sbilanciamento del corpo in un senso o nell’altro e così l’apparato muscolare può correggerlo più facilmente. 

Slancio. Inoltre, l’oscillazione delle braccia mantiene il baricentro del corpo attorno alla propria posizione equilibrio e perciò l’organismo spende meno energia per muoversi, Nella corsa, poi, lo slancio alternato delle braccia aiuta nel movimento trascinando per inerzia tutto il corpo.

Che cosa significa la sigla Url?

E’ l’acronimo di Uniform resource locator. In pratica è un indirizzo, paragonabile a quello postale, utilizzato in Internet, che identifica la pagina Web dove si trovano le informazioni che si stanno cercando. Un Url è composto da un indicatore di protocollo (http://), dal nome dell’host (per esempio ricetteregionalionline.com) ed eventualmente dal nome della directory (/esempio) e dal nome del file (/index.html).

venerdì 21 gennaio 2011

Perché le Pagine Gialle si chiamano così?

Le Pagine Gialle sono nate un secolo fa negli Usa (Yellow Pages) e si trovavano in fondo all’elenco telefonico alfabetico. Il giallo serviva ovviamente per distinguerle. Di lì si sono diffuse in tutto il mondo (in Italia sono arrivate nel 1966).

E’ autentico il manoscritto di Voynich?

Il manoscritto, che prende nome da Wilfrid Voynich, un antiquario che lo acquistò nel 1912, è un codice di 234 pagine illustrate e scritte in un linguaggio o in un codice del tutto sconosciuto. Voynich lo portò in America cercò di decifrarlo. Allegata al libro, c’era una lettera che segnalava come il manoscritto fosse stato scritto da Ruggero Bacone, un frate francescano scienziato e filosofo vissuto tra il 1214 e il 1294. Nel corso degli anni, qualcuno ha indicato l’autore in Giordano Bruno, altri (confondendo il cognome Bacon di Ruggero Bacone) nel filosofo rinascimentale Francis Bacon. Fino a oggi, comunque, tutti i tentativi di decifrazione del manoscritto sono falliti. 

L’ultima parola? Gordon Rugg, un ricercatore della Keele liniversity (Inghilterra) che lo ha analizzato, è giunto alla conclusione che è possibile ricostruire le caratteristiche linguistiche del manoscritto usando tecniche crittografiche note all’epoca elisabettiana, suggerendo che si tratti di un falso cinquecentesco, realizzato dall’avventuriero Edward Kelley.

Di che cosa è fatta la polvere?

E’ composta di frammenti di sostanze che si staccano da tutto ciò che è presente nell’ambiente. In una stalla, per esempio, sarà fatta di particelle di paglia, terriccio, granaglie, peli di animali e persino scagliette di latte, se ci sono mucche da mungere. Nella polvere di un altoforno, invece, si troveranno ceneri e metalli. Questo spiega perché una persona può essere allergica alla polvere di un ambiente e non a quella di un altro. La causa dell’allergia, infatti, non è la polvere in se stessa, ma una delle sostanze di cui è composta. 

Polvere di merluzzo. In Norvegia, per esempio, è diffusa un’allergia alla polvere che è in realtà allergia al merluzzo, che in quel Paese viene conservato in casa. La polvere ha però anche una funzione positiva: se non ci fosse, le piogge sarebbero molto rare, perché i granelli fungono da centri di condensazione per le gocce. E i tramonti non sarebbero così colorati: è la polvere sospesa nell’atmosfera che, deviando i raggi del sole con angolazioni diverse, dipinge il cielo.

Esistono automobili volanti?

Il progetto più simile a una macchina volante è probabilmente la Skycar modello M400 sviluppata dalla Moller, un’azienda che ha sede in California. Si tratta di un veicolo a 4 posti poco più grande di una normale vettura da strada, che però è in grado (anche) di volare a 600 chilometri all’ora e fino a un’altezza di 10 mila metri, decollando e atterrando in verticale. Le sue quattro coppie di motori sviluppano 960 cavalli di potenza e le consentono un’autonomia di quasi 1.500 km. 

“Costosetta”. La Skycar non esiste solo sulla carta: il prototipo (funzionante) è stato realizzato ed è in attesa della certificazione da parte della Faa, l’ente americano per la sicurezza del volo. Per acquistarla, quando si arriverà a produrla in serie, occorreranno circa 70 mila euro.

Perché molti asciugamani hanno un lato ruvido e uno morbido?

Il lato morbido viene reso tale “rasando” il pelo con una macchina. Lo si fa essenzialmente per ragioni estetiche, perché sembri più liscio. E’ questo il lato su cui sono stampati o ricamati eventuali disegni e che la maggior parte delle persone espone sul portasciugamani del bagno. Il lato a pelo lungo, tuttavia, è più assorbente. Secondo i produttori, però, la moda sta cambiando: oltre il 90 per cento degli asciugamani prodotti oggi ha entrambi i lati ruvidi.


Quanto si può resistere sepolti vivi?

Non più di qualche minuto. La convinzione che dopo essere stati seppelliti in una bara sotto due metri di terra si possa rimanere vivi per ore o giorni è solo una leggenda urbana, alimentata da una delle nostre più grosse paure. Per sfatare questo falso mito, in una trasmissione di Discovery Channel un uomo si è fatto rinchiudere in una cassa d’acciaio dotata di un sistema di monitoraggio per l’aria. L’esperimento ha dimostrato che l’aria è diventata rapidamente irrespirabile a causa dell’anidride carbonica prodotta dalla respirazione. C’è comunque chi ha pensato di guadagnarci. Un cimitero di Santiago del Cile offre un servizio molto speciale: un sistema di sensori pronto a segnalare qualsiasi movimento sospetto del caro estinto una volta sotterrato. Diverso è il caso dell’illusionista David Blaine, che nel 1999 si è fatto rinchiudere in una bara di plexiglass e seppellire a 2 metri di profondità (sotto una vasca piena d’acqua perché passanti potessero vederlo) a New York. La bara aveva un tubo per la respirazione, e Blaine ha resistito sette giorni alimendosi con solo 4 cucchiai di acqua al giorno.

Come mai battiamo le palpebre?

Gli occhi sono costituiti da tessuti molto delicati, che contengono un’alta percentuale di acqua. Quindi c’è la necessità di mantenerli umidi, per evitare che si inaridiscano e si danneggino. Per questo le ghiandole lacrimali secernono di continuo un liquido, le lacrime, che mantiene l’occhio lubrificato e lo difende dai germi grazie a un alto potere disinfettante. 

Tergicristallo. Le palpebre, che sono attivate da muscoli in grado di contrarsi indipendentemente dalla nostra volontà, hanno la funzione di distribuire in modo uniforme le lacrime sul bulbo oculare. Ma il loro battito, che avviene in media ogni dieci secondi, ha anche un altro scopo: protegge gli occhi da polvere e impurità. Infatti, se un corpo estraneo si attacca all’occhio, quasi sempre riusciamo a liberarcene proprio sbattendo le palpebre.

Perché ci mangiamo le unghie?

Sembra un semplice tic, ma alcuni psicologi sostengono che è un atto autodistruttivo. L’onicofagia, l’abitudine di rosicchiarsi le unghie, deriva da uno stato di ansietà al quale il soggetto reagisce inconsapevolmente con un gesto autodistruttivo, ripetitivo e irrefrenabile. E frequente nell’età compresa tra i 6 e i 18 anni, ma questo comportamento è diffuso anche nel 10 per cento circa degli studenti universitari. A seconda del grado di ansietà, le unghie possono essere appena rosicchiate oppure danneggiate. Nei casi più gravi può essere necessario ricostruire l’unghia. Nei bambini l’abitudine si scoraggia con l’uso di smalti di gusto sgradevole. Altre volte si sfrutta il senso di vanità sottolineando l’inestetismo dell’unghia rosicchiata. E sbagliato reprimere il gesto sgridando il bambino.

Aprendo lo sportello del frigorifero ci si rinfresca?

No, anzi. Al di là di un breve ed effimero sollievo, mettendosi davanti, aprire il frigorifero produce un innalzamento della temperatura della stanza. Infatti, un frigorifero è composto da tre elementi principali: il compressore, il condensatore e l’evaporatore. Il primo è un motore che comprime il gas di refrigerazione (innalzandone la temperatura) e lo spinge nel condensatore, la serpentina che sì trova sul retro del frigo. Qui il gas si raffredda, passando allo stato liquido. Infine, nell’evaporatore si espande di nuovo, così la pressione scende e il liquido ritorna allo stato gassoso raffreddandosi bruscamente (al di sotto dello zero) e sottraendo calore a ciò che si trova dentro il frigo. 

Rendimento basso. Ma se si lascia lo sportello aperto, il frigo non può raffreddare l’aria dell’ambiente se non producendo una quantità equivalente di calore. Dato che però il suo rendimento, nell’attuare questo ciclo termico, è di molto inferiore al 100 per cento, alla fine viene prodotto più calore che freddo. E quindi la temperatura si alza. Per lo stesso motivo, i compressori dei sistemi d’aria condizionata sono posizionati all’esterno delle finestre.

Il miglior mezzo dal punto di vista energetico...

Senza dubbio la bicicletta. Un km in bici “costa” infatti soltanto 27 kilojoule (KJ, unità di misura del consumo energetico), contro i 260 necessari per muoversi a piedi, i 550 per il treno e i 2.900 per l’auto a benzina. Moltiplicando questi valori per la distanza percorsa in un giorno è possibile avere un’idea del consumo totale di energia. Per esempio, una persona che abita a 4,5 km dal posto di lavoro e usa la macchina per raggiungerlo, consuma ogni giorno 26.100 KJ: quanti ne bastano per illuminare un piccolo appartamento per 1,5 giorni. La stessa distanza in bicicletta costa appena 243 KJ: quanto una doccia calda di 30 secondi.


Qual è la più strana forma di moneta?

In passato si usavano come denaro pietre sagomate, denti di balena, conchiglie, piume e persino zucchero, che però aveva il difetto di non poter essere contato. In Africa e in Asia il bestiame fu usato invece dei soldi fino a XX secolo inoltrato: per i kirghisi dell’Asia centrale i cavalli erano i “pezzi grossi”, mentre le pecore erano gli “spiccioli”. 

Moneta pesante. Ma le monete più strane sono forse quelle di pietra usate ancora oggi sull’isola di Yap (Micronesia). Sono dischi di aragonite con un diametro da 30 cm a oltre 3 metri. La pietra per “coniarle” viene importata con le piroghe da un arcipelago distante 600 km. Più sono grandi più conferiscono al proprietario ricchezza e prestigio sociale. E dato il peso nessuno si sognerebbe di rubarle. Tanto è vero che quando passano di tasca non vengono nemmeno spostate: a cambiare è solo la loro proprietà.

mercoledì 19 gennaio 2011

Quando è nato il matrimonio?

Una forma di contratto tra uomo e donna era già presente 4 mila anni fa tra i Babilonesi. Tutti i popoli conosciuti possiedono rituali sociali che sanciscono l’unione tra uomo e donna. La più antica testimonianza in proposito risale al codice di Hammurabi (1792-1750 a. C.), in cui si stabilisce che il matrimonio è valido solo se c’è un contratto “d’acquisto” (della moglie da parte del marito) scritto. Il filosofo greco Aristotele (384- 322 a. C.) riteneva che l’età ideale per il matrimonio fosse di 37 anni per l’uomo e di 18 per la donna.

Quando è nata l’usanza delle candeline ai compleanni?

L’abitudine di soffiare sulle candeline il giorno del compleanno ha avuto inizio molti secoli fa, ed è difficile identificarne con precisione le origini. Secondo alcuni, i Greci avevano usanza di offrire dolci ad Artemide, dea, fra l’altro, della Luna. Essi portavano al tempio dolci rotondi che rappresentavano appunto a Luna piena. Su questi ponevano delle candele, in modo che le torte brillassero proprio come la Luna. 

Desiderio. Si riteneva anche che il fumo potesse trasportare i desideri fino al cielo: ancora oggi molte persone esprimono un desiderio prima di soffiare sulle candeline.

Come funzionano le candeline che non si spengono?

Le due parti più importanti di una candela “normale” sono il combustibile, cera o paraffina, e lo stoppino, uno spago che assorbe la cera liquida mentre la candela brucia. Normalmente, nella parte apicale dello stoppino, c’è un tizzone ardente, abbastanza caldo da vaporizzare il combustibile, ma non abbastanza da accendere e bruciare il vapore stesso. La chiave per non fare spegnere la candela è aggiungere allo stoppino qualcosa che possa mantenere il tizzone sufficientemente caldo da funzionare da innesco del vapore. 

Metallo nascosto. Questo qualcosa in genere è polvere di magnesio, un metallo che brucia combinato all’ossigeno dell’aria. Se si spegne la fiamma, il tizzone ardente reinnesca il magnesio, che a sua volta produce il calore necessario a dar fuoco al vapore e quindi a riaccendere la candela.

Chi scoprì l’America?

Se Colombo avesse letto gli antichi Greci come Strabone o Aristotele, avrebbe saputo che nell’Atlantico, tra Europa e Asia, vi era un continente. Il più antico riferimento a questa terra (scoperta dai Cartaginesi intorno al 400 a. C.) si trova nell’opera d’Aristotele Sulle cose meravigliose, in cui si parla di una terra a molti giorni di navigazione dalle Colonne d’Ercole, in cui crescevano alberi di tutti i tipi ed era attraversata da fiumi navigabili. I Cartaginesi erano marinai audaci e organizzarono varie spedizioni nell’Atlantico, navigando in mare aperto verso ovest. 

Sbarco in Brasile? Questi viaggi li portarono forse fino alle coste settentrionali dell’America meridionale. Le autorità proibirono però altri viaggi nel nuovo mondo: temevano che i rivali Greci e Fenici se ne sarebbero impadroniti per sfruttarne le risorse.